DNA 18/04/2019

Anche la nostra testata aderisce – dalle ore 8 alle ore 24 di oggi – alla protesta degli organi locali di informazione a seguito dell’ennesima disattenzione che il Governo manifesta nei confronti del capoluogo della nostra regione. Aver organizzato il Consiglio dei Ministri oggi, giovedì 18 aprile, non nella sede deputata che è il capoluogo Catanzaro, bensì nella città di Reggio, dimostra per l’ennesima volta quanto il senso delle regole sia poco considerato proprio da chi dovrebbe rappresentare ai massimi livelli la prassi istituzionale.

Il premier Conte arriverà alle ore 13 con i suoi ministri in riva allo Stretto per discutere e approvare il “decreto Calabria”, dunque un affare che riguarda l’intera regione e non una singola città. Ricordiamo che sempre Conte era già stato a Reggio lo scorso 23 novembre 2018 ed in quell’occasione disse che “c’è da testimoniare l’attenzione dell’autorità di governo per quanto riguarda il rispetto della legalità”. Noi aggiungiamo che il rispetto della legalità deve intendersi in senso lato e deve partire da quei gesti, che non sono solo simbolici, che riconoscano ad ognuno il suo, a ciascuno i propri ruoli, nel rispetto delle specifiche funzioni. Comprese quelle di un capoluogo di regione. Qui invece sembra che i ruoli si siano capovolti, che la Calabria stessa sia capovolta nell’ordine delle cose e che le anomalie, figlie di quell’insana istituzione del Consiglio Regionale al di fuori della città-capoluogo, vengano colpevolmente metabolizzate persino da Roma.

Ma se oggi è il Governo Lega-Cinquestelle a mostrare poco tatto istituzionale nei confronti di Catanzaro, ieri lo ha fatto Matteo Renzi: dal 2014 al 2016 l’allora premier è venuto in Calabria quattro volte (15 agosto 2014; 29/11/2014; 30/04/2016; 2/12/2016) e tutte e quattro le volte gli incontri si sono tenuti a Reggio. Persino quando si è dovuto firmare il “patto per la Calabria”. Tornando ancora più indietro nel tempo, ricordiamo un altro Consiglio dei Ministri tenutosi in Calabria: era il 28 gennaio del 2010 e all’epoca il premier era Silvio Berlusconi. La sede dell’incontro, ancora una volta, non il capoluogo di regione bensì la città dello Stretto.

Come si può evincere, dunque, la nostra protesta ha buone e documentate motivazioni: cambiano i governi, cambiano i colori dei premier ma non cambia la cattiva abitudine di usare la scortesia istituzionale nei confronti del capoluogo calabrese. E questi atteggiamenti imposti dall’alto, addirittura dal Governo, finiscono col fomentare sciocche rivalità territoriali di cui non avvertiamo il bisogno. È evidente che questo problema non lo stiamo inventando noi ma è un dato di fatto oggettivo se è vero che, a nostra memoria, nessun presidente del Consiglio è venuto nella nostra regione per parlare dei nostri problemi nella sede istituzionalmente più alta e idonea: il capoluogo.

Sarebbe infine opportuno che la classe politica di Catanzaro disertasse l’incontro col Governo. Noi, dalla nostra parte, eviteremo di dare notizie riguardanti questo Consiglio dei Ministri che suggella, una volta di più, il consolidamento di un’anomalia istituzionale presente in Calabria.