Corso Mazzini: dai numeri il perché della crisi di attrattività


Sono circa 190 le attività commerciali, comprese cinque farmacie e quattro banche, che popolano Corso Mazzini a Catanzaro; poco più di un chilometro, partendo da Bellavista sino al Cavatore, che rappresenterebbe il salotto buono della città.

Corso Mazzini, come tutto il centro storico di Catanzaro, è al centro di un dibattito, ormai da più anni, sul destino economico delle attività commerciali in esso presenti e, di riflesso, di tutta la città.

Per capirne di più, e cercare di andare a trovare una delle possibili cause di questa crisi economica che colpisce il centro storico, abbiamo realizzato una indagine statistica, seppur artigianale, individuando il numero delle attività commerciali presenti, e distinguendo quelle aperte da quelle chiuse. Abbiamo inoltre contato tutte le potenziali vetrine che si affacciano sul corso Mazzini, intendendo per vetrine ogni vano che abbia un’entrata su questa via principale della città. Abbiamo inoltre preso in considerazione soltanto i vani che materialmente si affacciano su Corso Mazzini, o fanno angolo con le vie principali che si incrociano con il corso stesso, non entrando nelle vie parallele o nei vicoli vicini dove esistono attività commerciali così come locali chiusi.

Abbiamo svolto questa ricerca solo ed esclusivamente su Corso Mazzini senza entrare nel dettaglio dell’intero centro storico o spostarci oltre l’area da noi esaminata perché riteniamo che Corso Mazzini possa rappresentare la cartina di tornasole dell’intero centro storico catanzarese, dal quale poter ripartire con nuove politiche di marketing.

Fatta questa premessa metodologica, diamo un po’ di numeri. Innanzitutto i locali commerciali, tra quelli aperti e chiusi, sono 190, mentre le vetrine, ossia i vani che affacciano su Corso Mazzini potenzialmente occupabili da attività commerciali, sono 287. Applicando la famosa regola del pollo di Trilussa, ogni negozio a Catanzaro su Corso Mazzini avrebbe un grandezza di circa una vetrina e mezza a disposizione.

Entrando nel dettaglio, ad oggi sono 45 i locali che ospitavano attività commerciali che risultano chiusi, su un totale di 190, rappresentando quindi il 23%. Sono 61 su 287 le vetrine, circa il 21% del totale, chiuse o con serrande abbassate. Sostanziale parità, quindi,  tra negozi aperti e chiusi e vetrine aperte e chiuse, sia in termini assoluti che in valore percentuale.
Sono 16 le gioiellerie e simili, circa l’8% sul totale, mentre 21, tra bar e automatici, occupano il corso. Di questi 21 solo 3 sono ristoranti. Sono 42 i negozi di abbigliamento, circa il 22%, 7 banche (solo 4 aperte e 3 chiuse), 11 Generi alimentari, cinque farmacie (che occupano 12 vetrine su 287).

La parte che soffre di più è il tratto di corso Mazzini che da piazza Roma scende sino a Bellavista, con quasi tutte le saracinesche chiuse.

Il settore del lusso, che dovrebbe attrarre i forestieri su corso Mazzini, consta di 23 attività commerciali, di cui 16 sono le predette gioiellerie. Molto poco se consideriamo che dei 7 rimanenti , solo 2 sono marchi internazionali conosciuti.

Tra i negozi in genere, a parte i brand che troviamo anche nei centri commerciali, sono soltanto cinque quelli dalle grandi marche che sono in grado di avere una capacità attrattiva.

Detto tutto questo possiamo ipotizzare delle conclusioni: emerge chiaramente che Corso Mazzini non ha negozi in grado di attrarre il forestiero. Quel poco che c’è non è sufficiente. Le politiche di incentivazione, come quella della chiusura al traffico nel corso del weekend, possono servire purché dall’altra parte vi sia un’offerta altrettanto incentivante. In poche parole, i commercianti sono chiamati ad offrire di più e meglio. La gran parte dei negozi chiusi occupa spazi ben determinati di corso Mazzini, come quelli che portano a Bellavista oppure quelli nei pressi di palazzo Fazzari. Non sappiamo a chi appartengano questi immobili e quindi non possiamo approfondire su un eventuale difficoltà nella gestione dei fitti da parte dei commercianti ma, colorando di blu i negozi chiusi rispetto agli altri su Corso Mazzini, le macchie uniformi sono fin troppo evidenti e indicative.

C’è un futuro per Corso Mazzini? Non è chiaro, ma i dati lasciano intendere che non sarà roseo. E di questo non se ne può fare una colpa nei confronti della pubblica amministrazione perché, per quanto riguarda le attività commerciali, tutto è in mano all’iniziativa dei privati, alla loro lungimiranza ed anche alla loro capacità di rischiare sul mercato. Capacità di rischio che, evidentemente, non abita ancora a Catanzaro.