Muro di Berlino: una celebrazione della sua caduta a Catanzaro… per non dimenticare


Sono passati Ventinove anni, era il 9 novembre del 1989, dalla caduta del muro di Berlino.
Quando il Muro ha impedito ai bambini berlinesi e al mondo intero di guardare dall’altra parte, gli occhi si sono alzati al cielo. E la speranza non è mai morta.

Ecco perché oggi più che mai, in quest’epoca di nuove barriere contro i pendolari, contro gli esodi dei popoli, contro i bimbi “diversi” a scuola, contro chi ha paura delle vaccinazioni, contro chi è considerato arbitrariamente ed ingiustamente “meno degli altri”; un’epoca in cui sempre più, nonostante la diffusione della conoscenza, si tenda a considerare “estraneo” ogni persona non appartenente al proprio mondo, vivendola sempre più con paura e angoscia, come minaccia; un’ epoca in cui il Male ci turba davvero solo quando colpisce il nostro orticello personale… il Muro DEVE essere ricordato, raccontato. E con le sue tragedie bisogna ricordare le speranze che sono nate e che non sono morte mai. Il Muro non può e non deve essere dimenticato, perché altrimenti sarà come dimenticare le sofferenze di milioni di persone. Ma anche i loro sorrisi e le loro lacrime quando è caduto. Il sospiro di sollievo di tutta l’umanità.
E il miglior modo per raccontare il Muro ai bambini è farlo vivere loro, sperimentare la sua presenza. Lo faremo a mo’ di spettacolo, la sera del venerdì 9, dalle 20.00 alle 23.00.
Ospiti speciali della serata saranno dei muratori, che con scarpe grosse e attrezzi da lavoro ci faranno vedere quanto è facile costruire un vero muro.
Difficile poi sarà per i nostri bimbi potersi guardare o parlare da una parte e dall’altra e far nascere immediatamente piccoli movimenti di ribellione ed espedienti per superare la barriera.
Ma il muro verrà distrutto ed ogni bimbo ne porterà con sé un frammento in ricordo di una importante storia ascoltata, drammatizzata e vissuta sul suo corpo. Sarà una piccola avventura, sarà un piccolo omaggio a quanti hanno rischiato tutto.
I bambini verranno condotti in una riflessione che li porterà a comprendere che è facile nella quotidianità creare muri, seppur non costruiti di mattoni o di filo spinato o di blocchi di cemento. Tutti sono tenuti in piedi da un unico, misero impasto: diffidenza, egoismo, paura, odio.
Alla fine dello spettacolo, dopo che la barriera sarà stata rimossa, sarà letta ai bambini “riuniti” una delle tante storie di fuga vissute a Berlino.
Una scuola che insegna la ribellione?
No, una scuola che incoraggia la ricerca della libertà.
Un nostro omaggio, nella Giornata della Libertà, alla lotta contro l’intolleranza e contro il tetro grigiore dei muri.

Maestra Mena Pujia
New Summerhill 
Catanzaro