Il presidente della provincia di Catanzaro ha ricevuto il Console del Marocco


Il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ha ricevuto questa mattina la visita del Console generale del Regno del Marocco a Napoli, Rachid Daidai.

Il console Daidai era accompagnato dal console onorario in Calabria avvocato Nicola Chiaravalloti e dal collaboratore Hajji M’hamed; presente anche l’avvocato Tonino Barberio della struttura amministrativa del presidente Bruno.

Nel corso del cordiale incontro è emersa la volontà di rafforzare ogni forma di collaborazione culturale possibile fra la Provincia di Catanzaro ed il Paese nordafricano: un contatto diretto tra le due istituzioni per favorire l’impegno ad una sempre maggiore integrazione dei cittadini del Marocco nella nostra regione, dove comunque rappresentano una realtà importante anche dal punto di vista economico.

“Nella nostra provincia vivono ed operano molti i cittadini marocchini. Si tratta di commercianti, artigiani, operai che sono bene integrati e rappresentano una parte integrante della comunità anche per il proprio apporto all’economia locale – ha affermato il presidente Bruno nel corso dell’incontro -. Nei centri più piccoli proprio la presenza dei bambini delle famiglie marocchine rende possibile la sopravvivenza di istituzioni scolastiche che altrimenti rischierebbero di chiudere, così come possiamo contare sulla collaborazione di figure come quelle delle mediatrici culturali che ci sostengono nei processi di accoglienza ed integrazione e di cui sosteniamo le attività. Sono convinto – ha concluso il presidente Bruno – che l’accoglienza e l’integrazione siano una risorsa e le istituzioni debbano fare la propria parte in questa direzione”.

Il console Daidai ha preso atto con soddisfazione del fatto che la comunità marocchina è ben inserita nel territorio catanzarese e si sente integrata. Al presidente Bruno ha chiesto un ulteriore sostegno per la realizzazione di ulteriori progetti e stimolanti iniziative a livello provinciale, volte a migliorare l’integrazione soprattutto delle donne e dei bambini “per rappresentare una immagine migliore del futuro”.